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Grande coalizione: gli olandesi dicono no

di Gianluca Iodice

   
Alle 23.12, a scrutini terminati, con 41 seggi (su 150) alla Tweede Kamer il CDA di Jan Peter Balkenende si riconferma primo partito, pur perdendo 3 seggi. «Grote verliezer» (“grande perdente”), secondo il Volkskrant, è il partito socialdemocratico (PvdA), che scende da 42 a 32 seggi, tallonato dai socialisti (estrema sinistra “rifondarola”) che ottengono 26 seggi. Grande delusione anche per il liberale VVD, che passa da 28 a 23 seggi, declassato da terzo a quarto partito del Regno.
    Spettacolare l’exploit del Partij van de Vrijheid (PvdV) di Geert Wilders, formazione conservatrice-liberale, che debutta in parlamento con 9 seggi. Buona anche l’affermazione dei partiti calvinisti, con l’SPG che mantiene i suoi due seggi e la ChristenUnie che passa da 3 a 6 seggi. La lista Fortuyn esce dal parlamento, ma il fortuyniano Pastors riesce a guadagnare un posto. Ce la fa pure il partito animalista, con 2 seggi, mentre i verdi ne perdono uno. I social-liberali del D66 dimezzano il loro peso, e arrivano a 3 seggi.
    (Tutti i dati in questa scheda).
    Appare chiara almeno una cosa: la grande coalizione in salsa olandese, di cui tanto si è discusso nelle ultime settimane vista l’impossibilità di una maggioranza di centrodestra o di centrosinistra, non è realizzabile. La (prevista) debacle dei socialdemocratici (penalizzati in favore dell’estrema sinistra da un elettorato maldisposto a un’alleanza centrista) e l’invece imprevisto calo democristiano non consentono una maggioranza fatta da PvdA e CDA, che insieme non ottengono seggi sufficienti per governare.
    Auspicabile, benché improbabile, un accordo fra CDA, VVD, PvdV e CU (o D66), anche se la grande coalizione potrebbe nascere con la stampella della CU. Così la pensa il Volkskrant, che vede quest’ultima come l’unica soluzione possibile. E questo è quel che si augura André Rouvoet, leader della CU. A impedire l’alleanza, potrebbe essere la diversità di vedute sui temi “eticamente sensibili” fra PvdA e CU. Una maggioranza CDA-PvdA-D66 è resa difficile dai dissidi in campo economico fra social-liberali e socialdemocratici.
    In ogni caso, Balkenende conferma d’essere la personalità chiave della politica olandese. Così, quantomeno, la pensa Jos de Beus, politologo vicino al PvdA: «Dopo Wim Kok (il leader socialdemocratico degli anni ’90, Balkenende è il fattore stabile della politica olandese».


Pubblicato il 23/11/2006 alle 0.55 nella rubrica Politica.

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