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La maggioranza autarchica

di Gianluca Iodice



   
Mi son dovuto ricredere.
    Il sospetto del mio errore l’avevo avuto già mesi fa, poco dopo le elezioni, seguendo una puntata del mio reality preferito, Porta a Porta. In quel momento è apparsa tutta l’inutilità della Destra, i cui due rappresentanti se ne stavano zitti, assistendo un po’ indispettiti a una lite furiosa fra Capezzone e Cento, sostenitori del medesimo Governo (o almeno così sembra), ma latori appassionati di due proposte antitetiche di politica economico-sociale, altermondista l’una e liberista l’altra.
    Ma ieri, ieri è stato bellissimo. Un’epifania che neanche alla Befana. Mi son reso conto che, alla fin fine, avevano ragione, quando dicevano che quelli di Destra sono moralmente inferiori. L’idea (erede di quella del Centrosinistra della Prima Repubblica) un po’ presuntuosa e molto perbenista per cui l’arco costituzionale si fermerebbe in zona Di Pietro, e il resto sarebbe waste land, un territorio inesplorato, periglioso e affollato di infidi trafficanti e feudatari arraffoni (una cosa tipo l’antro di Totooine, con Ferrara che fa Jabba the Hutt, e la Gardini con la catena al collo), sottomessi alle voglie d’un rivenditore di auto, insomma, l’idea per cui l’Italia perbene aprirebbe le sue porte in quel di Castagnetti, ieri sera ha cominciato a farsi largo festante nella mia mente di reazionario oscurato.
    Con la manovra di TPS (lo chiamo così perchè è un personaggio un po’ impersonale, tipo HAL, uno che di suo non fa niente, ma agisce interpretando senza intermediari il bene tecnocratico del Paese) da emendare in Parlamento, con Prodi che poverino non sa più a che santo votarsi (e allora grazie a Dio c’è Napolitano), con l’Italia pretesca in fermento che fischia il catto-adulto prima d’inneggiare al Pastore Tedesco (santino degli infanti baciapile), con Capezzone che s’inventa il tavolo del buon senso con Alemanno e Bondi, be’, L’Unione ha saputo leggere i veri umori della gente, e non contenta d’essere la maggioranza s’è appropriata del ruolo dell’opposizione – con Lamberto Dini (che intanto fa gli esercizi spirituali per prepararsi al ruolo di capo del governo di larghe intese che qualcuno sembra avergli promesso) che al TG5 ne spara contro il suo governo che neanche Berlusconi - e si fa pure le proteste di piazza, con il segretario del principale partito di governo, Fassino, a braccetto con il neo-leader di Rifondazione Giordano a manifestare con i pensionati contro la Finanziaria. E noi che ci si lamentava di Follini e Tabacci.
    Mi son davvero dovuto ricredere.
    Con L’Unione voti uno e porti a casa tutto, dalla serietà al governo alla licenza di popolo. Fanno tutto loro, davvero, e son capaci di criticarsi da soli. Solo dei moralmente superiori, degli onesti portatori del Vero potrebbero agire così. Sarebbe il caso di mandare a casa una buona metà del Parlamento, resa ormai obsoleta. Perchè l’Italia sta tutta a Sinistra.
    Insomma, che ce ne facciamo di Berlusconi (che infatti, soffiatogli il ruolo di capo dell’opposizione, s’è fatto cogliere da spaesamento e ha mandato il suo CV a Palazzo Chigi per essere assunto in qualche ministero, tipo al posto di Mastella), a cosa serve la CdL con una maggioranza così, una maggioranza autarchica, perfetta e splendida nella sua bellezza? Suvvia, per rendersene conto, in fondo basta guardare la faccia di Prodi.


Pubblicato il 31/10/2006 alle 20.44 nella rubrica Politica.

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