Blog: http://MagnificheSorti.ilcannocchiale.it

Polemiche sull’adesione di Romania e Bulgaria alla Ue

Continuano le dispute fra Cipro e Ankara

di Gianluca Iodice



   
Ufficializzata martedì scorso dalla riunione dei ministri degli esteri dell’Unione Europea l’attesa adesione di Romania e Bulgaria. Il Consiglio ha infatti accolto in pieno la raccomandazione della Commissione che invitava ad accogliere i due paesi balcanici nel gennaio dell’anno venturo invece che servirsi di una clausola che avrebbe consentito un anno di ritardo. I ministri hanno inoltre accolto un’altra raccomandazione, quella di una severa vigilanza sui due paesi affinchè sia garantita una dura lotta a crimine e corruzione. L’Unione si riserva di applicare sanzioni ai due paesi se non verranno garantiti gli standard comunitari in questi due settori. La possibilità di imporre tali misure di salvaguardia è vista da alcuni osservatori, quale l’europarlamentare olandese Joost Lagendijk, del partito dei Verdi, come dimostrazione della precocità dell’adesione dei due paesi, cui era stato promesso l’ingresso nell’Unione sin dal 2007 già nel 2005, quando ancora non soddisfacevano i criteri comunitari su criminalità organizzata e corruzione.
    Michael Leigh, direttore generale per l’allargamento, ha dichiarato che la lezione che viene dall’adesione di Sofia e Bucarest è quella di esaminare i temi chiavi sin dall’inizio dei negoziati.
    Intanto, dopo la legge francese sul genocidio armeno (fortemente criticata sia dalla presidenza finlandese dell’Unione europea, quanto dalla Commissione di Barroso), si fa ancora più difficile il negoziato per l’accesso turco alle istituzioni comunitarie.
    Il ministro degli esteri cipriota Yiorgos Lillikas ha infatti dichiarato che il suo paese non può accettare che l’aeroporto turco-cipriota di Erkan venga incluso nell’accordo di libero scambio che dovrebbe precedere l’adesione piena della Turchia, e che prevede l’apertura di porti e aeroporti anatolici allo stato cipriota: l’accordo sarebbe accolto dalla Turchia solo se venisse posto fine all’isolamento della parte settentrionale dell’isola mediterranea, il che comprenderebbe l’apertura dello scalo di Erkan. Cipro, anche se gli altri 24 membri dell’Unione votassero a favore, dichiara di essere pronta a far uso del suo potere di voto per impedire l’ingresso turco.
    In ogni caso, data la lentezza delle riforme turche, Barroso ha dichiarato che saranno necessari almeno 15-20 anni per l’adesione di Ankara.


Pubblicato il 20/10/2006 alle 15.15 nella rubrica Politica.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web